NELLE OASI DEL VUOTO La Salina
“Nelle oasi del vuoto”
La Salina Camillone



"Il pensiero si nutre di immagini:
Senza un immaginare non potrebbe esistere nessuna coscienza…."
(James Hillman, L’anima del mondo. Conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, Milano, 1999, p. 126)

Nell’esplorazione ormai decennale da me condotta in luoghi definiti
“Oasi del vuoto” (zone senza gloria, senza sofisticazioni od artifici turistici.
Luoghi vuoti, vuoti di quel pieno che abitualmente ci riempie gli occhi.
Ambienti semplici, intimi, dove la natura esprime un’estetica a priori, dove l’opera dell’uomo è transitoria e sta per essere recuperata dalla natura stessa.) ho svolto con grande interesse un lavoro sulle saline.

L’osservazione della zona produttiva del sale è stata per me una grande occasione, che mi ha permesso di vivere un’esperienza dove il tempo sembra dilatarsi e le azioni dell’uomo sono lente, precise e ripetitive, eseguite con strumenti arcaici e dove con maestria alchemica avviene il miracolo della produzione di questo antico prodotto, detto “oro bianco”.
Fotografia in bianco e nero, il colore bianco del sale, il nero dell’argilla dei bacini e in mezzo una gamma di grigi, per calarsi nell’atmosfera di sospensione di un mondo antico, senza cadere nella trappola dei colori, che coinvolgono e polarizzano su di sè tutte le considerazioni di un luogo in cui pochi elementi sono ben individuabili su piani orizzontali.
L’orizzonte, una sottile striscia visibile, dove l’anima di questo luogo è fortemente evocativa fino quasi a considerare il suo prodotto, il sale, antico come il luogo in cui si genera.

Mario Beltrambini

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